Scudetto dell’Inter: Festa a Colledimezzo

I più numerosi in assoluto, da sempre, nel nostro paese. Ne sono testimoni le scritte sui vecchi muri: ‘W Inter’, arrostite dal sole, screpolate dalla pioggia, ma ancora ben visibili a testimoniare la passione antica e le glorie passate. Tre generazioni di innamorati della squadra che fu di Facchetti, Mazzola, Altobelli, Rummenigge, Bergomi, Zenga e ora Materazzi, simbolo tosto, sofferenza e carattere, di questa squadra seguitissima, tra le più amate al mondo. Diciotto anni alla ricerca del successo sfuggito tra errori dirigenziali, cambi di allenatori e giocatori tra i migliori al mondo: non erano serviti che a vincere coppe Uefa o Coppe Italia: notevoli risultati, ma modesti per una società blasonata come l’Internazionale.

Tre generazioni di tifosi a Colledimezzo, dunque, che si sono moltiplicati negli anni, nonostante tutto. Passione ereditata, in alcuni casi. In altri è stato il fatto che dell’ Inter a Colledimezzo si parla sempre, in piazza, nel bar, tra i giovani e tra coloro che seguono il calcio. Se ne parla, nel bene e nel male. E questo contribuisce a creare il mito. E il mito, il racconto, la storia, attraggono i ragazzi.
E la dimostrazione è nel fatto che a Colledimezzo, genitori juventini o milanisti abbiano figli interisti (qualcuno presente alla festa!) nonostante le squadre dei genitori vincessero e l’Inter no…
Nonni, figli e nipoti: segno che non sempre i giovani fanno il tifo per la squadra vincente nel periodo in cui cominciano a seguire il calcio. Colledimezzo, come tutta l’Italia, era stata imbandierata di nerazzurro immediatamente dopo la vittoria a Siena, che ha sancito la vittoria del 15° scudetto. Un campionato vinto alla grande, stracciandolo, come si dice: per gli avversari non c’e’ stata mai nessuna possibilità reale. Campionato in tono minore, dicono coloro che non sono interisti. Certo, è mancata la Juventus, è mancato il Milan, penalizzato, ma ripescato dalla B, e poi in parte depenalizzato dai punti: ma lo stesso, ci si chiede, sarebbe accaduto anche per squadre che non hanno in dote gli attuali dirigenti milanisti? Ovvero presidente della Lega, e una figura di primissimo piano della politica italiana come Silvio Berlusconi?

E’ solo una riflessione, tranquillamente esente da polemica… Ma certo non è stata colpa della Società nerazzurra se queste società prestigiose sono state penalizzate: con tutto quello che ne è conseguito, e di cui è lecito, a questo punto, dedurre circa lo svolgimento regolare dei campionati precendenti.
Detto doverosamente ciò, andiamo a commentare la bella festa che finalmente i tifosi dell’Inter colledimezzesi hanno potuto realizzare il 25 Aprile. Festa della Liberazione: una giornata particolare, un motivo in più affinché questa festa nazionale possa coincidere anche con la Liberazione dalla sfortuna, dai tempi cupi, per gli interisti: in attesa, stavolta breve, dei successi che una società come L’Inter merita. A prescindere dalle passioni per l’una o per l’altra squadra.

La festa, come accenato, era iniziata già da domenica 22 Aprile, la sera, con addobbo di striscioni e bandiere sui siti ‘a vista’ di Colledimezzo: prima di tutti la piazza. E caroselli di auto a percorrere il paese. Ma la Festa vera è stata senz’altro quella del 25, con adunata degli interisti in piazza Vizioli a mezzogiorno in punto. C’erano quasi tutti. Sessantacinque persone nonostante per motivi vari ne fossero assenti tanti. Tutti con ‘qualcosa’ di nerazzurro addosso, tutti sorridenti, entusiasti e persino sorpresi da così tanta partecipazione. Si è iniziato con un carosello di automobili, una lunga fila, a percorrere via Croce, dopo aver fatto il giro di via Roma, i Fiumali, e quindi scendendo da S. Antonio, ci si è di nuovo ritrovati in piazza. La gente, sorpresa, si è affacciata ai balconi, presi alla sprovvista e accorsi, credendo fosse un matrimonio, di quelli che si celebravano una volta, a Colledimezzo. E di cui si comincia a sentire nostalgia… e gli effetti sul numero della popolazione!

Invece era la carovana imbandierata di nerazzurro, strombettante, festosa, allegra.

Divertita e divertente, anche per chi non s’interessa di calcio.

Sessanta cinque persone di tutte le età, come si può osservare dal servizio fotografico di Mario D’Ippolito, tornato p’ sempr a Colledimezzo con la famiglia, a riempire, sia pure in parte, il vuoto di giovani coppie con figli a Colledimezzo.

Ideatore e organizzatore della festa è stato il tifoso interista più acceso di Colledimezzo, Alfredo Simonetti, che insieme al gruppo ‘giovanile’ ha confezionato bandiere, striscioni e convocata la tifoseria per la festa. A proposito di striscione, uno davvero immenso e ben visibile a tutti è apparso al balcone della casa di Alfredo, la cas’ a la piazz’, ad attestare il ‘dominio’ dal punto di vista della consistenza, della tifoseria interista a Colle. Per lo striscione, oltre ai tifosi che hanno contribuito finanziariamente per l’acquisto, il merito della ‘preoccupazione’ va a Emilio Di Lello, la Guardij…
Tornando alla festa… dopo la sfilata, tutti al Soffio, senza smettere di pigiare sul clacson.
A dirla, la verità, e fino in fondo, a qualcuno dei tifosi non interisti, (ma pochissimi) pare non sia piaciuta troppo, la festa e la sfilata. Esagerazioni, dicono… Ma attenzione a non cadere nell’errore contrario: quello di giudicare troppo severamente un momento di allegria, di spensieratezza. Specie per i bambini, una giornata davvero particolare, di cui si ricorderanno: sperando che se ne possa fare un’altra, ma più presto, stavolta! La festa va presa come un regalarsi attimi di vita all’insegna della serenità: un ritorno alla gioventù, seppure, purtroppo, fugace: spesso una reazione salutare ai ritmi di lavoro, agli impegni giornalieri che impediscono di vedersi, stare insieme, come succedeva una volta, nella società contadina ormai sparita…

Si è stato bene, dunque, insieme: il televisore gigante a ripercorrere i gol in campionato dei nerazzurri, con i commenti dei bambini, delle signore, e di anziani interisti nostalgici a ragione di Sarti, Bugnich, Facchetti…ma con la sciarpa nerazzurra al collo, segno della fede rimasta intatta negli anni. Discorsi, applausi, cori di tifo, canzoni, fisarmonica… e buona cucina!

Che cosa pretendere di più? Qualcuno, a un certo punto, ha sussurrato: la Coppa dei Campioni. E’ stato così che tra gli interisti presenti c’è stato un patto: se l’Inter dovesse vincere la Coppa dei Campioni, allora a Colledimezzo ci sarà festa per due giorni, dalla sera alla mattina dopo, con la banda, la porchetta in piazza e i fuochi pirotecnici, che già alla festa del 25 si sono fatti sentire tramite Guido Carrea Vituccio, ormai esperto della materia….esplosiva.
E’ arrivato a sorpresa anche il Sindaco, milanista doc, in visita ‘istituzionale’. A sorpresa è stato fotografato con una sciarpa nerazzurra al collo, un riconoscimento alla tifoseria nettamente più numerosa in paese.
C’era molta gente di fuori, per la scampagnata al Soffio, incuriosita e meravigliata dalla grande bandiera nerazzurra che sventolava sulla terrazza, segno inequivocabile della presenza di festeggiamenti interisti nel ristorante.
Alla fine del pranzo si è ripartiti verso Colledimezzo, dopo i fuochi pirotecnici di Guido nei pressi del campo sportivo: ancora in colonna, ancora con i clacson spiegati e ripercorrere le strade di Colle. Ancora gente affacciata ai balconi, sorridente, che salutava la ciurma allegra, vivace: ciò che ci vorrebbe più spesso nel nostro paese, a prescindere da questa occasione.

Infine, non si può in questo contesto – per onestà - dimenticare che un’altra squadra del nostro campionato di calcio è in lizza per la Coppa dei Campioni: il Milan: A Colledimezzo i tifosi rossoneri sono molto meno numerosi dei rivali nerazzurri. A loro va l’augurio per una vittoria nella competizione più prestigiosa. E magari condita da una sfilata, seppure per forza di cose, meno nutrita della carovana interista. E una sfilata ci si augura ovviamente anche per i tifosi della Juventus, poco più numerosi dei milanisti. Gli juventini potranno così festeggiare il ritorno in serie A, dopo le disavventure patite a causa dei suoi dirigenti. Nessun colledimezzese – crediamo - se ne avrebbe a male, anzi: un pò di vivacità da prendere sempre con la dovuta e sana ironia. Come si dice giustamente (ma spesso dimenticandosene): il calcio è un gioco, e ogni gioco è utile se lo si prende come tale: espressione di spensieratezza, gioia e amicizia.

Nella sezione album 2007 troverete un resoconto fotografico dell'evento

Camillo Carrea - camillocarrea@virgilio.it