Ricordo di Maria Rosa

Maria Rosa è andata via un anno fa. C’ è una croce all’imbocco di una delle vie interpoderali che s’intersecano nella campagna. L’aria, nella giornata calda e afosa di agosto è stranamente tersa. Si vedono stagliarsi nel cielo limpido Guilmi, proprio di fronte a noi. Più a sinistra, vicinissime, le case sparse di S. Giovanni di Tornareccio. Lontane, a confondersi col cielo limpido, Carunchio e Gissi. Il pomeriggio di ferragosto (è il diciassette, venerdi) è calmo, silenzioso, tra le querce d’ l’ Macchij e lungo lo sterrato agevole delle stradine interpoderali. Lontano è il frastuono degli uomini. Lontane le loro voci. C’e’ Silenzio, quello che porta alla riflessione, al ricordo, alla nostalgia.
Ci siamo riuniti col passaparola di un sms: alle 4 e mezza a Sant’ Juorij . I ragazzi della Pro Loco ci sono quasi tutti, quelli che sono potuti venire per posare un mazzo di fiori sulla croce che guarda il luogo dove Maria Rosa si è fatta trovare dopo che l’avevamo cercata: primi fra tutti a cercarla, erano stati suoi ragazzi dell’Associazione. E’ passato un anno. E’ passato in un soffio, ha osservato malinconico uno dei ragazzi. Sembrava non dovesse finire mai l’angoscia di quei giorni convulsi. La Pro Loco alla vigilia delle feste da organizzare, come sempre con tanto impegno e fatica. Maria Rosa è scomparsa. Non è tornata a casa. Non c’e’. Speranze, illusioni, scoramento, e poi di nuovo speranza. Un tumulto nell’anima. Ipotesi, tante ipotesi, come è ovvio. Battute di ricerche nei boschi circostanti, manifestini per le stazioni, nei posti pubblici. E’ così che si fa quando una persona scompare. Lo avevamo imparato dalla televisione. Ci sono tante persone che scompaiono nel mondo. Era toccato a noi sperimentarne lo sgomento, il senso di impotenza.

E intanto lo spettacolo che come sempre non può fermarsi. I ragazzi della Pro Loco vanno avanti, si deve andare avanti con le feste, le manifestazioni già programmate. Le feste si svolgono. Tutto fila liscio, gente come sempre in piazza. Allegria. Si ride, ma dentro si sente l‘angoscia. E la speranza. Tanta speranza. E ottimismo. Poi quando tutte le feste sono finite, i ragazzi possono riposare, la gente è paga di festeggiamenti, Maria Rosa si fa trovare. Viene spontaneo dire: ‘lo ha fatto affinchè i suoi ragazzi potessero portare a termine le feste d’Agosto’, quelle stesse che lei aveva programmato giorni prima con il solito entusiasmo insieme a tutti gli altri.Siamo davanti alla Croce. Dietro la Croce il cielo limpido che sembra a un passo dalla Croce. Ci soffermiamo in silenzio. Solo a tratti si sente il frusciare delle querce. I ragazzi sono silenziosi. Qualcuno ha gli occhi lucidi. Un altro prega. In due si muovono e vanno verso la croce intagliata nell’azzurro del cielo, così vicino. I due ragazzi portano un mazzo di rose profumate. Quindi tornano e osservano la croce insieme a tutti gli altri. In silenzio.
Sulla via del ritorno qualcuno dice che purtroppo la memoria degli uomini tende a svanire. La vita e tutte le sue implicazioni ci chiama. I ritmi non inducono più alla riflessione e al ricordo. Quello dove Maria Rosa ha scelto per andare via è un luogo silenzioso, dall’aria pulita e profumata dei boschi. Un luogo dove riflettere, un posto in cui il cielo sembra più vicino. Un posto diverso. Come diversa era lei. Col suo impegno, la sua Fede, il suo umorismo sempre così lieve, pulito, gioioso…Il suo pensiero verso gli Altri. Ama il prossimo tuo come te stesso: Maria Rosa era profondamente religiosa. Nel senso Cristiano del termine. Una persona come poche. Come dovrebbero esserci di più. Una persona sensibile, che come tutte le persone sensibili, nulla pensa che sia facile. A Maria Rosa riusciva facile quello che agli altri sembra così difficile: impegnarsi per gli altri, dare a chi ha bisogno, un pensiero per chi non è felice.
Maria Rosa, una persona come poche. Di quelle che a questo mondo mancheranno sempre…
Maria Rosa era il Presidente della nostra Pro Loco…

Camillo Carrea